







Tre donne condannate per vari crimini, Cassie McBain, D.D. Cummings e Shane Phillips, vengono messe in libertà vigilata e diventano agenti segreti per conto dell'agenzia governativa ComCent. Il trio deve rispondere ad un agente speciale incaricato della riuscita delle loro operazioni e di assicurarsi che i termini della loro libertà condizionale siano costantemente rispettati.



































Cassie, Shane e D.D. devono proteggere il governatore McNamara, candidato alla presidenza USA, che sta preparando un suo intervento tv assieme a un altro politico. Tutti i protagonisti recitano sopra le righe, in special modo Barry Bostwick (il Brad di Rocky Horror Picture show), un vero e proprio governatore da barzelletta. La trama è assurda ma adeguata a un serial ricco di trovate da cartone animato umoristico e bonarie scazzottate (niente armi da fuoco per le signore; ex-criminali in libertà vigilata). Notevole il bacio sexy di Natasha Henstridge a Barry Bostwick.

Cassie, nelle vesti d'indossatrice, s'infiltra in un atelier per spiare Karg e Katya, due modelli invischiati nello spionaggio industriale. Divertente la scena in cui D.D. e Shane, che stanno pedinando Karg, si ritrovano nel bel mezzo d'una buffa festa mascherata con addosso due teneri e delicati costumi da coniglio (una riuscita parodia di una scena clou di Eyes wide shut). Da ricordare il cameo di Mindy Sterling, la frau Farbissina di Austin Powers, nel ruolo di un'eccentrica esperta di moda. Il Martini del titolo sta per Augusto Martini, il "perfido" boss di un'industria tessile.

Indagando su due fratelli che organizzano truffe ospedaliere ai danni dei bambini disabili, Cassie si traveste da ricca vedova bellona e filantropa, Shane da cameriera di hotel e D.D. da infermiera che, in ospedale, stringe amicizia con un dottore belloccio e una bambina in carrozzella. Ottimo il prologo, con le tre spie che penetrano, come le ladre che erano in passato, all'interno di un museo per salvare una ragazza rapita, e il colpo di scena finale, inaspettato, ma non troppo. Sempre sexy Natasha Henstridge, anche quando elargisce calci all'inguine durante la resa dei conti finale.

Jack Wilde chiede alle spie di sorvegliare la figlia adolescente di un ambasciatore ma la ragazza, in rotta col padre, riesce a scappare dall'appartamento delle nostre eroine. Il bello è che Cassie, Shane e D.D. si mettono a cercarla perché hanno paura di tornare in prigione, accampando mille scuse con Jack quando questi le chiama al cellulare. Spassoso il prologo con Natasha Henstridge che gioca a biliardo in un bar pieno di motociclisti. Struggente quando la sua Cassie ricorda il padre, un ladro come lei, che la utilizzava per i suoi colpi. Ospite d'onore, nel doppio ruolo di padre apprensivo e ambasciatore, il Ray Wise di Twin Peaks.

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Per proteggere un leader animalista che sta prendendo un aereo per testimoniare a un processo, le spie si trevestono da hostess e Jack s'intrufola fra i passeggeri. Qui di reale c'è poco o nulla, tutto è demenziale; è praticamente L'aereo più pazzo del mondo mescolato a Get Smart (e a me la cosa piace molto)! Fra Shane e D.D. con la fobia del volo, Jack con lo stomaco imbarazzato, Cassie che fa la matta e che rinsavisce giusto per la scazzottata finale, gli esterni che sono rimpiazzati con immagini di un aeroporto giocattolo (fornito pure di aereoplano finto e pupazzetti-passeggeri), vecchiacce inglesi, nani impiccioni, studenti strani e steward gay, qui non ci si annoia davvero. Episodio geniale. Fra le guest stars troviamo David de Louise, figlio di Dom, e Samantha Eggar.

Kelly, un amico intimo di Shane, confessa alla ragazza di volersi sottoppore a trattamento criogenico (leggasi congelare con una macchina apposita), perché sembra affetto da un male incurabile. Cassie, D.D. e Jack, indagando sulla faccenda, scoprono l'orrorifica macchinazione di un miliardario (il Charles Shaughnessy de La tata) che vuole vivere il più a lungo possibile asportando il sangue e gli organi vitali agli ignari pazienti congelati. Episodio conclusivo della prima stagone, fortunatamente senza un cliffhanger, il cui triste funerale finale non è che l'epilogo dell'era demenziale e delle trovate da cartone animato (ma non dell'auto-ironia) di questa serie. Ultimo episodio per Carlos Jacott, anche se il suo Jack Wilde non muore.




