
Siamo in Istria nel 1943, quando ormai in Italia era caduto il fascismo, le truppe e i corpi di polizia erano disorientati dalla situazione.In questa atmosfera, i partigiani di Tito marciano verso Trieste per conquistare terreno e prendere i territori italiani della Venezia Giulia, della Dalmazia e dell'Istria. Giunge qui Novak, uno di questi partigiani, per ritrovare il figlio Carlo, avuto da una donna italiana, Giulia, che aveva violentato anni prima. Poi appare una nuova famiglia, quella di Francesco, che aiuterà il piccolo Carlo. Giulia nasconde il figlio nell'orfanotrofio di Don Bruno e preferisce morire per mano dello stesso Novak piuttosto che rivelare il nascondiglio del figlio. Segue poi una rincorsa dei partigiani alla caccia dei bambini dell'orfanotrofio che, guidati da Don Bruno, arrivano verso zone di confine più sicure e meno battute dai partigiani slavi. Con l'aiuto di Ettore, un reduce alpino, di Anja, una collaboratrice slava di Don Bruno e di Walter che però verrà ucciso (come poi anche Novak), rappresentante del Comitato di Liberazione Nazionale, di tre soldati italiani sbandati e con la morte di Don Bruno, riusciranno comunque a salvarsi.










Giulia riesce a riabbracciare il figlio Carlo, ma lo slavo Novak, padre del bambino, è già sulle loro tracce. Nel frattempo, i bambini dell'orfanotrofio, guidati da Don Bruno e da Ettore, un reduce alpino, sono in marcia verso luoghi più sicuri ancora non occupati dall'esercito jugoslavo.

Istria, 1943. I partigiani di Tito marciano verso Trieste per accaparrarsi Venezia Giulia, Dalmazia e Istria. Novak, uno dei partigiani, cerca il figlio Carlo, frutto di una violenza perpetrata ai danni di Giulia, una ragazza italiana. Giulia ha nascosto Carlo nell'orfanotrofio di Don Bruno.

Giulia riesce a riabbracciare il figlio Carlo, ma lo slavo Novak, padre del bambino, è già sulle loro tracce. Nel frattempo, i bambini dell'orfanotrofio, guidati da Don Bruno e da Ettore, un reduce alpino, sono in marcia verso luoghi più sicuri ancora non occupati dall'esercito jugoslavo.