
Dopo la morte di Gesù, nel 33 d.C., Pietro ha sulle spalle il compito di guidare i discepoli disorientati. Memore di aver rinnegato il maestro per ben tre volte la notte del suo arresto, Pietro preferisce allontanarsi dai compagni ma, folgorato dalla luce divina, insieme a Marco comincia il viaggio che lo conduce fino a Roma nell'intento di evangelizzare l'impero.
























Dopo un lungo viaggio via mare, nel 64 Pietro e Marco arrivano a Roma e l'apostolo, nato a Betsaida, un piccolo paese di pescatori, rimane stupefatto dalla magnificenza della città eterna. Giunto presso un cortile, dove parecchia gente è radunata, vi trova Paolo intento a predicare alla folla con una delle sue Lettere.

Nella Gerusalemme del 33 d.C., San Pietro apostolo si dispera ai piedi del Calvario dopo aver assistito alla morte del maestro Gesù Cristo, crocifisso per ordine dei romani dietro richiesta degli ebrei, poiché aveva detto di essere figlio di Dio, contro le leggi giudaiche dell'ebraismo. Gli undici apostoli, che hanno anche saputo del suicidio del traditore Giuda, sono disorientati e chiedono a Pietro, nominato loro capo da Gesù stesso, di guidarli. Questi però non si sente in grado di compiere la propria missione, causando la dispersione di gran parte dei discepoli del maestro, due dei quali decidono di fuggire verso Emmaus.

Dopo un lungo viaggio via mare, nel 64 Pietro e Marco arrivano a Roma e l'apostolo, nato a Betsaida, un piccolo paese di pescatori, rimane stupefatto dalla magnificenza della città eterna. Giunto presso un cortile, dove parecchia gente è radunata, vi trova Paolo intento a predicare alla folla con una delle sue Lettere.




