
Scalcinato detective privato che per pubblicizzarsi sfrutta con disarmante improntitudine l’assonanza fra le sue iniziali e l’acronimo della celebre agenzia investigativa federale americana. La soluzione di modesti casi gialli serve da pretesto a Tognazzi e agli sceneggiatori Age e Scarpelli per ritrarre con sapida ironia i molti vizi e le poche virtù della capitale: emerge infatti il ritratto caricaturale di un generone romano pieno di nostalgici del ventennio fascista. Un esempio pionieristico di serialità televisiva di buona fattura, dove il divertimento è sempre accompagnato dall’intento di inquadrare sullo sfondo un problema sociale o un fenomeno di costume.
La storia si sviluppa in un ambiente sportivo corrotto dall'interferenza degli sponsor.

Si ritrae con sapida ironia i molti vizi e le poche virtù della capitale: emerge infatti il ritratto caricaturale romano pieno di nostalgici del ventennio fascista.

La storia è costruita intorno a un manipolo di folcloristici aristocratici decadenti.

Nell'episodio "Rapina a mano armata" ci si sposta in provincia per affrontare sorridendo un fenomeno drammatico, descritto così da uno degli stessi personaggi: «L'abbandono dei comuni agricoli, specie montani, e la corsa all'inurbamento del giovane che non può più vivere in queste località e sogna Roma, Milano, i denari facili e, preso dall'odio verso tutti, agisce compiendo fatti di cronaca».

"Notte americana" è ambientato in una pittoresca comunità di americani residenti a Roma.

Episodio ambientato in un ambiente corrotto, pieno di un coacervo di cafoni, speculatori edilizi, tangentisti, lottizzatori e faccendieri assortiti.

La storia si sviluppa in un ambiente sportivo corrotto dall'interferenza degli sponsor.




