

Ci troviamo all'incirca in quello che è odierno Galles, in un periodo imprecisato a cavallo tra il V secolo e il VI secolo. Il giorno del terzo compleanno del piccolo Artù, (futuro sovrano del Regno) figlio di Re Uther, il malvagio Re Lavik (che è appoggiato da una strega di nome Medessa) con i suoi soldati attacca il castello di Camelot dandolo alle fiamme. Re Uther pur combattendo coraggiosamente non riesce a sfuggire ad un colpo di spada infertogli da Lavik alle spalle rimanendo ucciso. Il principe riesce a salvarsi perché il Mago profeta Merlino lo porta via da un passaggio segreto, e lo affida al cavaliere Hecthor che lo crescerà come suo figlio.

Lo stesso giorno in cui gli viene annunziata la futura nascita del proprio legittimo erede, a re Uther viene fatta, da parte di Merlino, una profezia di sangue, la quale immancabilmente si avvera quattro anni dopo. Mentre il principino Artù sta festeggiando il suo terzo compleanno, viene ordito un attentato contro il sovrano da parte di Lavik, penetrato con un'ora di cavalieri neri all'interno del castello di Camelot. Il piccolo erede al trono riesce però a scampare alla morte, portato in salvo dallo steso Merlino il quale lo consegna ad un cavaliere fidato perché venga allevato in tutta segretezza. Dodici anni più tardi si sta svolgendo un rito, presieduto dallo stesso arcivescovo, che dovrà decidere chi fra i re di Bretagna sarà destinato a governare sopra tutti gli altri, riunificando e portando al suo antico splendore il reame di Wrogless: si tratta di estrarre dalla roccia la sacra spada Excalibur. Artù sorprendentemente vi riesce ed in quel momento viene riconosciuto essere il principe di Camelot.

Artù giunge, accompagnato da Hector e Kay, al castello che fu di suo padre; il ragazzo pare riconoscere la tavola rotonda attorno alla quale si riunivano Uther e i suoi più stretti collaboratori quando si trattava di dover prendere le decisioni più importanti. I cavalieri neri guidati da Guster ed inviatigli contro da Lavik si scontrano in campo aperto col principe ed i suoi alleati, che finiscono col sacrificare la propria vita in difesa di Artù. Nel bel mezzo della nebbia compare un misterioso cavaliere verde che promette d'aiutarlo nel bisogno.

Artù va incontro da solo alla principessa Ginevra, che è in viaggio col padre ed una scorta per raggiungerlo: mentre, colto di sorpresa, sta per esser aggredito dai cavalieri neri, ecco spuntare Lancillotto (definitosi con l'appellativo di "cavaliere del lago") che lo soccorre. Medessa, la strega che aiuta Lavik, scatena una tempesta per impedire ad Artù e Lancillotto di proseguire; ma, seppur a fatica, i due riescono ad attraversare il fiume in piena e a mettersi in salvo. Il padre di Lancillotto è colui ch'è sempre stato accusato, a torto, dell'assassinio di Uther.

Artù e Lancillotto decidono di recarsi assieme da Merlino, per farsi ire da lui chi è il vero responsabile della morte di Uther. Giunti ad un villaggio di frontiera incontrano uno strano menestrello di nome Tristano (il "cavaliere dell'arpa"); qui aiutano i mercanti del luogo a rientrar in possesso dei loro beni depredati dai soldati di Wals asserragliati nel vicino fortino. Con un astuto stratagemma ideato da Tristano, riescono a metter l'uno contro l'altro i cavalieri neri e la guarnigione.

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